The baroness

Ci sono vite sono tanto avventurose che a metterle in un romanzo sembrerebbero poco credibili. Come quella di Pannonica Rothschild de Koeniswarter, detta Nica.

Hannah Rothschild, regista inglese di documentari, scopre per caso l’esistenza di una terza sorella di suo nonno. La famiglia, tra le più ricche del mondo e di leggendaria riservatezza, non ne aveva mai fatto cenno.

Il libro biografico The baroness (Virago Press – pp.320) è il risultato del viaggio di Hannah sulle tracce di Pannonica tra Londra, dove era nata nel 1913, e New York, dove ha vissuto fino alla morte nel 1988.

All’inizio Hannah deve accontentarsi delle voci che circolano: «È conosciuta come la Baronessa Jazz. Vive con un nero, un pianista. Ha pilotato i bombardieri Lancaster durante la seconda guerra mondiale. Ha avuto cinque figli e ha vissuto con 306 gatti. Charlie Parker è morto nella sua stanza. Per lei sono state composte 24 canzoni.». Poi trova il suo numero di telefono e la raggiunge a New York nel 1984.

Nica le dà appuntamento in un club in centro, dopo mezzanotte. Hannah individua facilmente il posto perché fuori c’è parcheggiata una Bentley, nella quale dormono due ubriachi. «Meglio, così non me la rubano» dirà Nica alla nipote, seduta al suo tavolo davanti all’orchestra, con la sigaretta in mano e una teiera piena di whisky. Non è la stessa Nica delle fotografie, bellissima debuttante con i boccoli neri sulle spalle. Ma sembra felice, al suo posto, e porta ancora la pelliccia e i fili di perle.

C’è un momento chiave di tutta la storia.

Pannonica aveva già vissuto l’infanzia iper-protetta in una delle tenute inglesi della sua famiglia; suo padre, entomologo costretto a occuparsi di banche e maniaco depressivo come molti Rothschild (che, come racconta il libro, tendevano a sposarsi tra cugini), si era già tolto la vita; si era sposata con un diplomatico e aveva combattuto i nazisti ai comandi di De Gaulle; aveva avuto cinque figli. Viveva con la famiglia in Messico, ma viaggiava molto. Nel Natale del 1948 sta per tornare a casa da New York quando un amico le dice di passare da lui perché vuole farle ascoltare un disco. Il disco è ‘Round Midnight di Thelonius Monk. Nica è stregata. Butta il biglietto aereo e si mette a cercare Monk. Lo trova due anni dopo a Parigi, e non si lasciano più.

Le voci che Hannah aveva sentito erano tutte vere: Nica aveva messo i suoi soldi al servizio dei musicisti jazz, che a quell’epoca erano poveri e spesso sbandati. Pannonica muore prima che Hannah possa rivederla, ma già quella prima sera, al suo tavolo davanti all’orchestra, le aveva detto una frase che poteva racchiudere tutte le sue scelte: «Ricordati, abbiamo una vita sola».

Questo articolo è uscito per Il Venerdì di Repubblica il 12 ottobre 2o12

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ottobre 12, 2012. Tag: , , , , . Uncategorized.

2 commenti

  1. Leone replied:

    Grazie, bello! mi hai fatto incominciare venerdì con una bella sensazione di malinconia pannonica 🙂

  2. valentina della seta replied:

    trovato ora il tuo commento che era finito nello spam.
    grazie a te.
    v

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