Hitch 22

«Può essere un bene cominciare con un naufragio. I tuoi autori ideali dovrebbero salvarti dallo sfascio della tua esistenza precedente, e non guidarti sorridenti in un porto confortevole e tranquillo», scrive Christopher Hitchens raccontando gli anni dell’adolescenza e la scoperta della letteratura in uno dei primi capitoli della sua autobiografia Hitch 22 (Einaudi Stile Libero).

Nel giugno 2010, subito dopo l’uscita del libro in America, Hitchens aveva dovuto annullare il tour promozionale in giro per il mondo, a causa della malattia che lo avrebbe ucciso un anno e mezzo dopo, nel dicembre 2011. Aveva sessantadue anni; fumava, come racconta in un’articolo contro la pratica della tortura del water-boarding, «quindicimila sigarette all’anno da diversi decenni»; beveva più di quanto non ammettesse di fare; teneva conferenze contro ogni tipo di religione organizzata; compariva in televisione spettinato con una vecchia giacca di pelle e mostrava il dito medio al pubblico che lo contestava; scriveva ogni giorno saggi sui classici della letteratura inglese.

E in parte aveva sicuramente realizzato quello che, si scopre leggendo il libro, la madre Yvonne, segretamente ebrea, desiderava per lui. Era diventato un perfetto gentiluomo inglese: «Nella Gran Bretagna post-bellica, – racconta – come sempre prima e anche poi in questo paese, c’era una sola forma di mobilità sociale. Il primogenito doveva essere educato in una scuola privata, con l’eventuale prospettiva di frequentare un’università decente». I capitoli sulla scuola sono pieni di immagini vittoriane di marmocchi con i calzoni corti e di professori che impugnano la bacchetta per sculacciarli. Hitchens passa quegli anni studiando, appassionandosi alla storia e alla poesia. Poi, mentre è a Oxford con una borsa di studio, arriva il ’68, la scoperta di Bob Dylan «uno dei poeti fondamentali della nostra epoca, e a me pareva giusto incontrarlo in compagnia di Shelley e Milton e Lowell e non in uno di quei negozi di dischi che cominciavano allora a spuntare a fianco dei caffè della città», il Vietnam e tutto il resto.

Ma siamo solo a pagina 107, su 550. È difficile dire in poche parole quello che sarebbe diventato  Christopher Hitchens in seguito: giornalista, polemista, grande oratore, viaggiatore in tutte le zone di guerra del mondo, feroce oppositore di tutte le dittature e, a un certo punto, sostenitore della politica di Bush e della guerra in Iraq dopo l’11 settembre. La questione è complessa, ma è a chiaro, a chiunque conosca bene il pensiero di Hitchens e lo abbia letto e ascoltato davvero, quanto poco sia probabile che si fosse consegnato ai neo-con, con il loro tentativo di dare una veste aggressiva e rivoluzionaria a dei valori retrò. Come la diseguaglianza sociale e la semplificazione qualunquistica. O, più di tutto, la paura.

C’è un racconto dello scrittore Ian McEwan su uno degli ultimi giorni di Hitchens che vale la pena citare. McEwan è andato a trovare l’amico in ospedale a Houston, in Texas. Con l’aiuto del figlio di Hitchens, Alexander, i due si collegano in internet con Londra, dove si tiene alla Festival Hall una serata di sostegno allo scrittore: «Prima avevamo solo l’audio – scrive McEwan – poi sono arrivate le immagini, e abbiamo visto il pubblico stretto nelle file. Sembravano tutti così giovani. Sono certo che quasi tutti quei ragazzi avevano attaccato Christopher riguardo all’Iraq. Ma adesso erano lì, e nei cinema di tutto il paese, a fare il tifo per lui».

 

Questo articolo è uscito per Il Messaggero il 20 giugno 2012 (per M.)

Annunci

ottobre 11, 2012. Uncategorized.

Lascia un commento

Be the first to comment!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback URI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: